Nel corso degli ultimi anni ci sono stati molti cambiamenti per quanto riguarda la pesca in acqua dolce. I protagonisti di questi cambiamenti sono stati in primo luogo i pescatori che hanno collaborato con l'Amministrazione Provinciale e il mondo scientifico ad operare una vera e propria rivoluzione del settore.
In passato si riteneva che, per avere dei torrenti ricchi di pesci, bastasse fare dei ripopolamenti di qualsiasi tipo (trota bianca - iridea - fario - ecc.) senza tenere conto delle specie autoctone (trota marmorata - fario). Ben presto però si evidenziarono gli errori legati a questo tipo di operazione.
Infatti, la trota bianca e la trota iridea sono esemplati autoctoni di grandi fiumi (tipo fiumi americani), con un'enorme volume di acqua; nei nostri piccoli torrenti non si riproducono e la loro esistenza dipende esclusivamente dai ripopolamenti da parte dell'uomo. Inoltre questi due pesci sono voracissimi e possono rappresentare un pericolo per l'ambiente acquatico.
Da questo si capì l'esigenza di reinserire specie acquatiche autoctone,
tipo la trota marmorata e la trota fario. 
A Luserna San Giovanni venne quindi creato da parte dell'Amministrazione Provinciale di Torino un incubatoio, gestito dai pescatori, in cui si fanno schiudere uova di trota marmorata e fario e salmerino alpino, prelevate da esemplari esistenti nelle acque della val Pellice.
Nei mesi di marzo aprile si effettuano ripopolamenti di avanotti, a maggio/giugno di trotelle di 5 - 6 cm. di lunghezza. Nel mese di giugno/luglio si fanno ripopolamenti di salmerino alpino nella parte alta dei torrenti e nei laghi al di sopra dei 1200 metri di altitudine (lago Malconsiglio, situato alla sinistra di "Pian Sineive" sul sentiero che dalla Conca del Pra conduce al Rifugio Granero, Lago Lungo situato dietro il Rifugio Granero).
La legge attuale consente ai pescatori di pescare non più di 10 trote al giorno, di misura non inferiore ai 20 cm. la trota fario e salmerino, a 35 cm. la trota marmorata e ibrido.
Il periodo in cui è consentita la pesca è compreso tra l'ultima domenica di febbraio e la prima domenica di ottobre.
Nella parte bassa della Valle (da Torre Pellice verso la pianura) è possibile trovare altre specie di pesci (vairone, sanguinarola, barbo, cavedano, ecc.) .
Nelle "bialere" e negli stagni di fondovalle si trova il gambero
di acqua dolce. Nel mese di marzo si trovano anche numerose rane in fase
di riproduzione. La pesca di questi due esemplari è vietata. 
Per esercitare la pesca nei torrenti della valle è necessario essere in possesso di licenza governativa (di classe B).
Per chi volesse invece cimentarsi occasionalmente con questa attività sportiva, anche privo di licenza governativa, esistono dei laghetti artificiali per la pesca facilitata, due siti nel comune di Villar Pellice, 1 in località Cross (tel. 0121/930982) dove si può esercitare la pesca alla trota iridea, 2 in località Parco Flissia (via Cave del Fin - tel. 0121/930130) dove si può pescare la trota fario, iridea e salmerino alpino e un terzo è situato nel comune di Bobbio Pellice in località Doni (tel. 0121/92776), dove si pesca la trota iridea.
Al fondovalle di Angrogna abbiamo poi la vendita al minuto di trote di allevamento "Oscar Flor" di Valinotti Paolo, via gen. Martinat, 56, Torre Pellice, (tel. 0121/932175).
| Ultimo aggiornamento: | Autore: | Per suggerimenti ed informazioni: | |
| maggio 97 | Sandretto Mario | Comunità Montana Val Pellice |